martedì, giugno 30, 2009
Alla luce dei tragici eventi di Viareggio si potrebbe adattare il vecchio modo di dire “fare lo scarica barile” con  “fare lo scarica…. cisterna”. Trenitalia subito precisa che i vagoni hanno immatricolazione austriaca e polacca e che quelle revisioni sono obbligatorie per le società proprietarie. La società internazionale Gatx, con sede a Vienna, sembra essere la proprietaria della cisterna da cui è fuoriuscito il gas. E’ questa, secondo fonti qualificate, che deve provvedere alla revisione degli elementi strutturali dei suoi vagoni. Secondo fonti Gatx, però, la società Gatx Rail cui appartiene il vagone, si limita all'affitto dei mezzi ferroviari gestiti poi dai clienti finali, che sarebbero i responsabili delle sostanze trasportate e della gestione del mezzo. Insomma alla fine la colpa sarà di quelle persone morte o orrendamente ustionate perché, che so io, non si deve sostare nel raggio di azione di una eventuale esplosione.
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categoria:ferrovie, disastri
lunedì, giugno 22, 2009
Per me l’auto deve essere uno strumento. Deve portarmi da A a B. Deve portare le cose più disparate. Dalla spesa ai sacchi di terriccio per le semine, dagli attrezzi alle cassette di patate. Insomma più un camioncino che una vettura. Io non faccio parte della genia “dell’apparire”. Malgrado ciò ci sono delle macchine che non compererei mai ma che mi soffermo ad ammirare per la loro eleganza o per la loro aggressività. Domenica nel primo pomeriggio stavo aspettando mia moglie nella piazzetta di Tregnago insolitamente deserta. Appena di là della strada c’era una Jaguar X Type, nuova fiammante, blu con gli interni in pelle color panna. La stavo ammirando quando le luci di posizione si sono accese e rispente e si è sentito netto lo scatto delle serrature che si aprivano. Ho alzato gli occhi per vedere chi fosse il fortunato possessore di quella vettura ma non c’era nessuno. O meglio c’era una vecchietta che, pur non avendo la stessa fisionomia, aveva la struttura fisica della Senatrice Levi Montalcini. Non sono riuscito a sentire cosa diceva al cagnolino che teneva al guinzaglio ma quando è arrivata alla Jaguar ha aperto la porta posteriore e gli ha detto “..su caro… sali”. Ha richiuso la porta. E’ salita al posto di guida ha messo in moto, ha acceso l'autoradio ed è partita a razzo con una manovra da far invidia a più di qualche giovanotto sgommone! Morale della favola: basta un po’ di spirito e perché no, un po’ di denaro, e ci si può comportar da giovani anche un po’ più avanti con gli anni. (la foto è tratta da internet tanto per dare l'idea)
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mercoledì, giugno 17, 2009
Sono le 11 e 15 quando arrivo al binario 1 della Stazione di Verona Porta Nuova. Devo prendere il treno delle 11 e 47 per Bolzano così mi siedo a leggere su una panchina di marmo. Dopo 5 minuti lo speaker annuncia l’arrivo del treno delle 10.52 da Bolzano. Una trentina di minuti di ritardo. Poco dopo il treno entra in stazione e si posiziona proprio sul binario 1 da cui devo partire. Dunque quello è il mio treno. Chissà perché provo una sensazione di disagio. Non mi risulta che sulla linea ci siano lavori ed una mezzora di ritardo è tanta. Salgo sul treno, mi accomodo ed inizio a leggere un libro che mi sono portato appresso. Alle 11 e 47 non succede nulla, il treno non parte. Passano 5 minujti e siamo fermi senza che qualcuno dia spiegazioni. Alle 12 finalmente il treno parte. Esce dalla stazione ma non prende velocità. Procede molto lentamente. Verso le 12 e 30 si ferma a Domegliara e per chi sa dove si trova intuisce l’enormità del tempo impiegato. Passa qualche minuto e dagli altoparlanti una voce si scusa per il ritardo avvisando che c’è un guasto al locomotore. C’è un certo fermento, gente che va e che viene parlando nei walky talky. Dopo una decina di minuti, nel frattempo siamo stati superati dal treno che parte da Verona alle 12 e 09, uno scossone e di lì a poco il treno riparte. Evidentemente hanno cambiato il locomotore. Domanda: se il treno aveva problemi al locomotore già prima di arrivare a Verona perché non lo hanno cambiato subito evitandoci il ritardo? Ma ci voleva tanto?
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mercoledì, giugno 17, 2009
Di solito è mia moglie che viene punta e martoriata dagli insetti. Io, che di solito vengo molestato molto poco, sono solito prenderla in giro quando corre a mettersi creme per lenire il fastidio. Ahimè devo riconsiderare l’affermazione “di solito”. Sabato, nel tardo pomeriggio, sono andato ad irrorare le vigne. C'era caldo! Così invece di cambiarmi e mettermi un paio di calzoni lunghi, da furbo, ci sono andato in pantaloncini corti. Per un po’ tutto è andato bene ma poi, ad un tratto ho cominciato a sentire un prurito che mi spingeva ad un irrefrenabile desidero di grattarmi le gambe. Quando ho guardato sono rimasto allibito. Avevo una quindicina di punture per gamba. Probabilmente sono andato a disturbare qualche nido di non so quale insetto. Sembrava che mi avessero sparato a pallettoni.

Della serie: la campagna è molto bella ma qualche volta ha i suoi lati oscuri.
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venerdì, giugno 12, 2009

Sono a tre quarti delle 40 sedute di terapia iperbarica prescrittemi per la necrosi al ginocchio. Devo dire che comincio a sentire miglioramenti. Il che non significa che non senta ancora un pò male camminando. Oggi visita di controllo. Il medico, dopo aver premuto abbondantemente con il pollice sul ginocchio e constatato che non mi provocava dolore, ha deciso di sospendere per un mese la terapia il cui effetto dura per un pò di tempo anche dopo l'interruzione. Poi farò una risonanza magnetica di controllo e vedremo. Per intanto mi accontento così!! Si torna alla campagna.

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mercoledì, giugno 10, 2009

Premesso che il colonialismo in generale e quello italiano in Libia siano stati periodi oscuri di cui è difficile andar fieri e che hanno provocato il risentimento delle popolazioni colonizzate direi che a distanza di quasi ottant'anni si dovrebbe quanto meno metterci, almeno formalmente, una pietra sopra. Il Rais di Tripoli si è già fatto abbondantemente risarcire a più riprese dagli italiani e sarebbe ora che, almeno in visita ufficiale si astenesse dalle provocazioni. Sarebbe come se il nostro Presidente della Repubblica andasse in visita ufficiale in Germania portando appuntata sul petto una foto delle Fosse Ardeatine o di Marzabotto. Ancor meno giustificabile e intollerabile, che gli organi ufficiali non abbiano abbozzato alcuna protesta alla presa per il culo del colonnello che, con quella foto bene in vista dice "I nodi del passato sono ormai risolti".

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giovedì, giugno 04, 2009

Omaggio al tamonto di casa sua di un "rimaiolo" senza pretese, alla ricerca di un dialetto perduto.



El tramonto



E' vegnù el tramonto, e l’era ora

Daverzer n’a finestrella e vardar fora.



Polsar dopo ‘na giornada de sudor

Straco, a sentir el battito del cor.



Sentà su ‘na banchetta tacà a la me sposa

V
ardar el griso zendro virare verso el rosa.



Slongo ‘na man al sol che more

ancora
bon, però, de riscaldarme el core.



E prego el bon Dio de tegnir conto

De ragalarme sempre un sì bel tramonto.

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mercoledì, giugno 03, 2009

I propositi sono sempre ottimi. Lavorare poco per non affaticare il ginocchio!! Ma quando mai? Oltre a tutte quelle cosette di cui al post precedente ne ho fatte un paio d'altre. La prima, quasi un'amenità da vacanziere, la cimatura del lauroceraso che a dispetto di tutto allunga i suoi nuovi germogli in quantità industriale. Poi, per finire, non potevo lasciarmi scappare l'occasione. La prima sera che sono arrivato è venuto a trovarmi Vincenzo, un muratore della zona, che mi annunciava che il lunedì sarebbe venuto a cambiarmi il piatto doccia. Forse non ve lo ancora detto ma sulla mia proprietà c'è, anzi c'era, una baracca di legno pericolante che ho deciso di ricostruire. Una cosetta da 4 metri per 2.50, alta circa 2.60. Come potevo farmi scappare l'occasione del camiocino di Vincenzo per portare il materiale di risulta in discarica dopo aver recuperato il recuperabile? Così, assicurata la baracca con delle funi agli alberi circostanti, tanto perchè non mi crollasse addosso, ho cominciato demolizione e recuperi. Un giorno e mezzo di lavoro. In compenso il buon Vincenzo ha pensato di alleviare le nostre fatiche, le sue e le mie, organizzando una merendina a mezza mattina. Un'intera  soppressa, che lui si produce in proprio con un amore maniacale, ed un bottiglione di vino anch'esso autoprodotto. Metà della soppressa me la ha lasciata in regalo perchè, dice lui, siamo stati molto gentili.  Insomma è stata una dura battaglia! In tutti i sensi. In compenso ho raggiunto due risultati. Uno buono e l'altro cattivo! Il ginocchio mi fa male più di quando sono partito ma in compenso a dicembre sono stato invitato ad "imparare" come si fanno i salami senza uno straccio di conservante. Potrò mai mancare? 

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giovedì, maggio 28, 2009
Avrei voluto dire 'quattro giorni di ferie' perchè per il ponte del 2 giugno la camera iperbarica rimane a riposo. Io invece, con sommo piacere, andrò a zappare e rincalzare un pò di patate, raccogliere un pò di cigliege, tagliare un pò d'erba e via discorrendo. Dico 'un pò' perchè dovrò stare attento a non affaticare troppo il mio ginocchio per non vanificare l'effetto della terapia. In compenso, a sera, stanco, mi godrò il tramonto abbracciato alla mia Gianna.
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martedì, maggio 26, 2009

Durante questo fine settimana abbiamo raccolto la prima frutta del nostro frutteto. Delle bellissime cicliege rumtopfcon cui abbiamo iniziato, dopo averne fatta una scorpacciata, a fare marnmellate per i nipotini, cigliege sotto grappa e cigliege sciroppate. Abbiamo anche deciso di rispolverare una ricetta della cultura tedesca che non preparavamo più da diversi anni. Il Rumtopf che consiste nel mettere la frutta, man mano che viene a maturazione, sotto zucchero e rum. La preparazione  inizia a maggio-giuno, continua per tutta l’estate  fino circa ad ottobre e si inizia a consumarlo la prima domenica d’avvento.E’ necessario dotarsi di una recipiente di porcellana da 5 litri con il relativo coperchio. Se ne trovano di diversi tipi. Molti sono molto belli ed artisticamente decorati. Il Rum migliore da usare è il rum austriaco, lo Stroh da 80° che però è ormai difficile trovare anche qui in Alto Adige. In mancanza si può usare un rum con una gradazione alcolica non inferiore a 54strohrum°. La regola empirica prevede che per ogni 500 gr di frutta si debbano aggiungere 250 gr di zucchero e si copra il tutto di rum. Se la frutta è minore lo zucchero sarà aggiunto in proporzione.  Si inizia a giugno con le fragole che vanno lavate, asciugate, messe nel contenitore, si aggiungono 250 gr. di rucchero e rum il cui livello sarà 2 cm sopra la frutta. Si mescola il tutto e si ripone il  recipiente in luogo fresco e buio. Il mese successivo si possono aggiungere amarene e ciliege mantenendo le proporzioni tra frutta e zucchero. Coprire sempre di rum. Nel corso dell’estate e fino ad ottobre, si ripete la procedura, aggiungendo albicocche, prugne, pesche, pere, mele ecc. Alla fine si possono aggiungere un paio di noci. Durante le freddee serate invernali una ciotola di Rumtopf riscalda i cuori e mette allegria.

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martedì, maggio 19, 2009
In questo periodo di pendolariato sanitario anche solo una quindicina di giorni di assenza fanno trovare le cose cambiate. L’erba dei prati alta ormai una sessantina di centimetri che ho dovuto tagliare con la trinciaerba. Le viti, che sono la cosa che mi importa di più per il mio “progetto vino”, stanno crescendo rigogliose e sono cariche di piccoli grappoli. Qualcuno andrà sicuramente eliminato per permettere una buona maturazione agli altri. I ciliegi stanno per maturare anche se piante molto vecchie hanno avuto una produzione limitata. La cosa non mi disturba più di tanto perché la ciliegia non è un frutto conservabile se non come marmellata e sotto spirito. Dicono sia colpa degli sbalzi di temperatura in tempo di fioritura. Le altre piante da frutto hanno sofferto del fatto che per un paio d’anni sono state lasciate a sé stesse. I peschi hanno la “bolla del pesco” che ne accoratoccia le foglie. La cura è possibile solo alla caduta delle foglie, a quel tempo le piante non erano ancora mie, ed in pre-fioritura. Ergo dovrò intervenire quest’autunno e la prossima primavera, accontentandomi di ciò che si salva. Le noci sono grosse come ciliege ed abbondanti. Faremo il nocino e ne conserveremo per l’inverno. Un caki, due meli e due peri invece godono, fino ad ora, di buona salute e promettono un raccolto passabile. L’orto pare andare bene. Pomodori, peperoni, zucchine, zucche, meloni, cavoli cardi, carciofi ed altre verdure stanno crescendo. Le patate crescono bene ma dobbiamo lottare contro la doriora che, fino ad ora abbiamo raccolto, biologicamente, a mano ma dovremo dare un insetticida perchè comincia da deposizione delle uova. Anche il mais, che ho piantato nell'ipotesi che il prossimo anno possa allevare qualche gallina, cresce bene. Sopratutto non è un ibrido che non si riproduce. Mi piacerebbe trovare un pò d'orzo ed un pò di frumento antichi e non ibridi. Non riesco ancora a dare una valutazione quantitativa e qualitativa perché non conosco ancora il terreno e quanto possa rendere.
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lunedì, maggio 18, 2009

Storicamente il prezzo di una merce o di un servizio era l'insieme dei costi di produzione  cui veniva sommata, giustamente, una percentuale che rappresentava l'utile dell'imprenditore. Oggi però mi sono successi due fatti che mi fanno dubitare fortemente di questa affermazione.

Se dovete passare dalla stazione ferroviaria di Verona fate in modo di aver già fatto pipì sul treno o, se siete in partenza, assicuratevi di avere tenuta fino a quando potete salire sul treno e questo si è allontanato lungo i binari. In caso contrario per fare pipì dovrete fare un mutuo visto che per accedere ai bagni dovete introdurre 80 centesimi di Euro (circa 1500 delle vecchie lire) nella macchinetta che vi apre le porte del cesso.

In compenso a Tregnago, sempre nella provincia della città scaligera, posso acquistare pane, delle ottime mantovane ad esempio, a 2.80€ al chilo mentre a Bolzano, lo stesso chilo di pane lo pago 4.79€. E' vero che la signora del panificio mi ha detto con aria grave che se fossi andato due paesi più in là lo avrei pagato ben 3.20 €.  Insomma 1.59 € in meno (poco meno di 3.000 delle vecchie lirette). Se una famiglia media mangisse 0.5 kg di pane al giorno, 15 kg al mese, avrebbe un risparmio di oltre 20 € al mese. Dici poco.

E' vero che Bolzano è una città ricca, dove gli affitti costano cari, ma la farina, l'acqua, la manodopera, costano come in tutto il resto d'Italia. Allora uno si aspetterebbe un aumento del 5%?, del 10%, del 20% ma quasi il 42% mi sembra un'esagerazione.

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giovedì, maggio 14, 2009
Ho scoperto solo ora che domani, a parte le minacce di pioggia, tanto per gradire, dovrebbe esserci lo anche sciopero degli autoferrotranvieri. Io parto ugualemnte e poi vedremo se son più duro io o la sfiga. Altri commenti non faccio!!
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mercoledì, maggio 13, 2009
Ho faticato un bel pò per farmi spostare la terapia di lunedì dalla mattina al pomeriggio perchè così venerdì parto e torno lunedì mattina. Il meteo pero ha deciso di spaccare i maroni. Venerdì e sabato è prevista pioggia. Viaggio in treno ed autobus con eventuali trasbordi sotto l'acqua. E' vero che le piante hanno bisogno d'acqua ma non poteva piovere durante la settimana o la prossima? Che culo!
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domenica, maggio 10, 2009

Quand'ero bambino non tutti avevano il telefono. Era abbastanza normale, era un lusso. Se per caso dovevi telefonare a qualcuno che non lo aveva dovevi fare un appuntamento telefonico. Telefonavi alla TELVE, il gestore di allora, davi nome e indirizzo della persona con cui volevi parlare e stabilivi un orario. Il posto telefonico pubblico lo avvisava con un fattorino così, all'ora stabilita ci si poteva parlare. Oggi non solo abbiamo il telefono ma ormai nessuno è privo di cellulare e chiunque è raggiungibile sempre, intensità del segnale permettendo. Il ho sempre odiato il telefonino per l'uso esagerato che ne facciamo e lo ho odiato ancor di più quando me ne hanno dato uno di servizio per cui ero reperibile giorno e notte. Ma ora devo dire che è un cordone ombellicale che mi tiene idealmente legato alla mia Gianna. Anche quando non lo uso sò che in qualsiasi momento posso chiamarla e Lei può chiamare me. Mi dà  sicurezza perchè so che Lei può chiamarmi in caso di bisogno, o anche solo se ha un pò di nostalgia. Devo proprio dirlo: beato telefono e chi lo ha inventato! 

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giovedì, maggio 07, 2009

Sono confinato qui, a Bolzano, per la terapia iperbarica. Ho lasciato mia madre e mia moglie in campagna. Godano almeno loro della natura. Sotto il profilo logistico, cucinare, lavare ecc. non ho problemi ma sento molto la mancanza di mia moglie. Mi accorgo che manca quando mi sveglio di notte, e quando vorrei sussurrargli qualche parola dolce e quando non ho il suo viso da accarezzare. Questa è la prima volta in oltre quarant'anni di matrimonio che stiamo separati per un periodo così lungo. Purtroppo quest'anno è andata così. La cosa che mi fà più impazzire è non sapere quanto tempo durerà la terapia. o meglio, non sapere quando comincerò a sentirne i benefici. Di certo so che hanno cambiato il protocollo per cui le interruzioni tra un ciclo e l'altro sono più brevi. Intanto mi rodo il fegato a pensare a tutte le cose che dovrei fare in campagna e che cascano sulle spalle di mia moglie che ha tantissima volontà ma poca esperienza. Non mi preoccupo per i risultati ma conoscendola mi preoccupo perchè se c'è da fare lavorerà fino alla sfinizione anche se io continuo a raccomandarmi che lasci correre e faccia solo ciò che è strettamente necessario. A fine mese approfitto del ponte, salto sul treno e vado a trovarla per tre o quattro giorni. Ora, bando alle tristezze! Questa sera mi preparo la pizza. A pancia piena si soffre di meno!

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domenica, maggio 03, 2009
Le tette sono una parte anatomica importante non tanto per la loro funzione alimentare post procreativa ma come immagine. A chi non piane una donna con le curve armoniose e quale donna non si compiace di quella parte anatomica che evidenzia la sua femminilità? Però siamo passati dalle superdotate, naturali, degli anni ’50 alle piallate come Twiggy degli anni ’60 ed infine alle supersiliconate del giorno d’oggi. Ovviamente ognuna è padrona di farsi rifare ciò che vuole e nella misura che vuole ma io mi riservo il diritto di dissentire. Oggi il lifting, di occhi, naso, tette e culo, è diventato uno sport nazionale e come ogni sport che si rispetta ci si avvicinano sempre più giovani. Ragazzine che per la festa di compleanno si fanno regalare dai genitori una o due misure in più di tette, quel tanto che basta per riempire un reggiseno di qualche taglia in più. Peccato che non è possibile rifarsi il cervello anche se, forse, visto che non è possibile esibirlo, il lifting della materia grigia non avrebbe grande successo. Insomma oggi non vedi donna, soprattutto in TV che non sia rifatta. Spesso anche rifatta tanto male da domandarsi se quelle labbra e quelle tette così evidentemente ed innaturalmente gonfiate non siano li per dire “ehi ci sono anch’io” perché se no non se ne accorgerebbe nessuno perché in questo mondo dell’apparire più che dell’essere un normodotato conta come il due di coppe quando briscola è spade. Insomma, per farla breve, questa gente può essere paragonata a quei ciclisti che vincono le gare non perché hanno una locomotiva nelle gambe ma una mezza quintalata di epo nelle vene. Appaiono, vanesi e pomposi, e si compiacciono di risultati non loro. Orgogliosi del nulla. Qualcuno mi dirà che sono un vecchio retrogrado, uno all’antica che non sa adeguarsi allo stile di vita d’oggi. Beh, signori, tanto per cambiare argomento rimanendo in tema, io sono uno di quelli che al ristorante preferisce la buona cucina casereccia che esalta i sapori genuini ed inorridisco davanti a piatti della nouvelle cousine o, peggio ancora, della cucina molecolare. Quindi tette poche, ma buone.
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venerdì, aprile 17, 2009

Oggi è il giorno della verità. Una verità di cui ho già sentore. Se va tutto bene (si fà per dire) mi diranno che la cura del mio ginocchio richiede una terapia in camera iperbaricha. Il che è una cosa lunga, molto lunga. Se invece va proprio di schifo magari dovrò fare anche un'artroscopia per la "pulizia" del menisco. Resta comunque il fatto che appena esco dall'ospedale parto e vado a rilassarmi in lessinia. Torno dopo il ponte del primo maggio. Poi ci organizzeremo e faremo quel che c'è da fare. 

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mercoledì, aprile 15, 2009

Io non amo particolarmente andare in bicicletta. La uso per muovermi in città, qualche volta per aiutarmi a smaltire un pò di ciccia. Ma ora con il ginocchio sgangherato che mi ritrovo e fino a quando non vi avrò posto rimedio la bicicletta è uno strumento indispensabile ed insostituibile. A pedalare non ho male perchè non gravo il peso sul ginocchio così anche per i più brevi spostamenti salto in sella al mio destriero e viaaaaa...

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giovedì, aprile 09, 2009

Non ho fatto in tempo a rallegrarmi di non essermi ammazzato in autostrada che spunta una nuova rogna. Ve lo ricordate che dicevo che avevo male ad un ginocchio? Bene oggi ho scoperto che ho un focolaio di necrosi il che significa che l'osso tendenzialmente non è vitale. E' lo stesso problema che ho avuto nel 2006 su quello dell'altra gamba. La cosa di cui non mi capacito è che a dicembre avevo fatto una risonanza magnetica e non c'era traccia di necrosi. Ora, dopo meno di 4 mesi c'è! La terapia sarà probabilmente ancora la camera iperbarica. Il che richiede mesi. Dovrò farla qui a Bolzano perchè se la vacessi nel veronese dovrei sciropparmi ogni giorno oltre 120 km con le prevedibili spese e il dispendio di tempo. Due ore di viaggio e due di terapia che praticamente mi ammazzerebbero la giornata. In conseguenza la mia campagna, le viti e gli alberi da frutto saranno trascurate con le conseguenze che ne deriveranno e il prossimo anno, sfiga permettendo, dovrò ricominciare da capo.

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